TERRENA _ Josè Luis Cuevas

TERRENA

di José Luis Cuevas

 

from October 4 th to November 10th, 2013

 

Opening 3 rd october 2013  h. 18.00

 

WE MADE FOR LOVE

Turin

The cultural association Made continues its program with a new exhibition curated by Daniela Boni, hosting the rising star of Latin American photography, the Mexican Jose Luis Cuevas, identified by several critics as belonging to the “nuevo documentalismo” — that kind of reportage that breaks with conventionalism rendering photography an aesthetic and expressive issue, gaining its rightful place in the contemporary artistic practices. 

In this exhibition two of Cuevas’ projects come together: Nueva Era  and La apestosa. Each project  helps to illustrate the photographer’s research, who narrates through his images, with a frequent use of poetry, the weaknesses of the human being without passing any ethical or moral judgment, but rather often identifying himself with the portrayed characters, almost as if a part of himself would be in front of the camera and not behind it.

 In the cycle named Nueva era, Cuevas has represented, from all around Mexico and Latin America, what he calls “pseudospirituality”, meaning the oddities and religious blends that have replaced the Catholic religion, that was still prevailing until a few years ago, but with which the locals clearly cannot identify themselves anymore. Green light then to sects, new gods, sorcery, rituals, totemism, prophecies, UFO and so on.

Cuevas’ work, whose attention to sacred images and devotional practices dates back to his childhood, as he was growing up with a fervently Catholic grandmother, is basically the attempt – well succeeded indeed! – to catalogue the various manifestations in search of “salvation”. The fears are always the same, ancestral, made even more frightening by the fact that today we are too “educated and informed” to believe in dogmas handed down from centuries.

What worked for humanity thousands of years ago, is no longer enough for the contemporary man. The questions are the same, but in order to ease the horror vacui we are looking for new answers. The rare beauty of the portraits is emphasized by the skillful use of the light, where colors become extremely vivid and vibrant, in contrast with the darkness from which the subjects seem to emerge.

In the photographic project La Apestosa (the smelly), Cuevas portrayed  the customers of a particularly infamous  bar in Mexico City,  who are divided into two categories: prostitutes and alcoholics. 

Once again, the eye of the photographer does not judge or censor. On the contrary, he tells of his evenings spent in the bar, defined as a small sanctuary of the faithful to alcohol and sex, getting drunk and meeting the characters he portrays in his powerful black and white images: the veneration of alcohol and sex, as well as the faith in shamanism, witchcraft, prophecies and a thousand of other spoiled beliefs. In these pictures, the humanity portrayed by José Luis Cuevas reveals its own weakness.

 TERRENA will be open to the public free of charge from October 3rd to November 10th, 2013 at WE MADE FOR LOVE,  via Lodi 25, from Tuesday to Saturday from 16.30 to 20.00 and upon reservation on other days.

 

TERRENA

di José Luis Cuevas

a cura di Daniela Boni

 

4 ottobre – 10 novembre 2013

WE MADE FOR LOVE

Via Lodi 25 -Torino

 

THE OTHERS

8-10 novembre 2013

Via Paolo Borsellino 3 – Torino

 

L’Associazione culturale Made prosegue la sua programmazione con una mostra inedita di José Luis Cuevas, astro nascente della fotografia latinoamericana, identificato da parecchi critici con il “nuevo documentalismo” ovvero quel tipo di reportage che rompe con i convenzionalismi e fa della fotografia una questione estetica ed espressiva inserendosi a pieno titolo nelle pratiche artistiche contemporanee.

In mostra, per la prima volta in Italia, con la curatela di Daniela Boni, confluiscono due progetti di Cuevas: Nueva Era e La apestosa, ognuno dei quali contribuisce a illustrare la ricerca del fotografo che attraverso le sue immagini narra, con un frequente ricorso alla poesia, le debolezze dell’essere umano, senza ombra di giudizio etico o morale, ma anzi immedesimandosi spesso nei personaggi ritratti, quasi che una parte di sé fosse davanti e non dietro all’obiettivo.

Nel ciclo Nueva era, progetto che sarà presente anche alla prossima edizione di The Others, Cuevas ha ritratto in giro per il Messico e l’America Latina ciò che egli stesso definisce la “pseudospiratualità”, ovvero le stranezze e le fusioni religiose che hanno sostituito il cattolicesimo imperante sino a qualche anno fa nel quale evidentemente la popolazione locale non si ritrova più. Via libera dunque a sette, nuove divinità, stregonerie, rituali, totemismo, profezie, ufologia e via discorrendo. Il lavoro di Cuevas, la cui attenzione alle immagini sacre e alla devozione risale all’infanzia e all’essere cresciuto con una nonna ferventemente cattolica, è fondamentalmente il tentativo – peraltro ben riuscito! – di catalogare le diverse manifestazioni alla ricerca della “salvezza”. Le paure sono quelle di sempre, ancestrali, rese ancora più terribili dal fatto che oggigiorno siamo troppo “istruiti e documentati” per credere a dogmi tramandati da secoli. Ciò che funzionava per l’umanità centinaia di anni fa non basta più all’uomo contemporaneo. Le domande sono le stesse, ma noi siamo alla ricerca di risposte sempre nuove per alleviare l’horror vacui. La rara bellezza dei ritratti è enfatizzata da un uso sapiente della luce che rende i colori estremamente vividi e palpitanti, in contrasto con l’oscurità dalla quale sembrano provenire i soggetti.

Così come nel progetto fotografico La Apestosa (la puzzolente) in cui Cuevas ha ritratto l’utenza di un bar particolarmente malfamato di Città del Messico, avventori che si dividono in due categorie: prostitute e alcolizzati. Ancora una volta l’occhio del fotografo non giudica e non censura, anzi; egli stesso racconta delle serate passate nel locale, che definisce addirittura un piccolo santuario di fedelissimi all’alcol e al sesso, a ubriacarsi e incontrare i personaggi che ritrae nelle sue potenti immagini in bianco e nero. La venerazione di alcol e sesso, così come la fiducia nello sciamanesimo, nella stregoneria le profezie e mille altre varie e avariate credenze. L’umanità più che TERRENA ritratta da José Luis Cuevas svela in queste immagini la propria debolezza, in una sorta di “commedia umana” che strappa sovente un sorriso di comprensione ma mai di derisione, grazie alla sensibilità del fotografo che in ogni istante ci permette di identificarci e ricordarci che l’umanità siamo noi, ognuno di noi.

José Luis Cuevas, 1973 Città del Messico, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra i quali:

2013
-Selezionato / Photoquai Biennale 2013, Parigi, Francia (settembre-novembre 2013)
2012
-Finalista, VOIE Selection, Festival, Arles, Francia.
2011
-Finalista, Transatlantic 2011 – PhotoEspana, La Paz, Bolivia.
-Finalista, Kuala Lumpur Photography Awards, Categoria Storie.
2010
-Borsa di studio per l’ingresso al Sistema Nazionale di Creatori di arte, FONCA 2010-13.
-Menzione d’onore, XIV Biennale di Fotografia, Messico, Centro de la Imagen.
2 ° posto, Sony World Photography Awards 2010, Cannes, Francia
2009
-Residenza a Bogotà, in Colombia, FONCA – Ministero della Cultura della Colombia.
-Selezionato, IX Bienal Monterrey FEMSA Art, Messico.
-Menzione d’onore, Photography Book Now.
Menzione d’Onore-/ National Cultural Journalism Award firmati. Benitez 2009
-Selezionato, Ibero 2009, Ambasciata di Spagna in Bolivia.
2008
-Selezionato, programma Scoperte PhotoEspana 2008.
-Menzione d’onore, XIII Biennale di Fotografia, Messico.
2007
-Giovani Artisti Fellowship, FONCA 2007-08.
2006
-Residence Art, Centro per le Arti di San Agustin, Oaxaca – Conaculta.
-Premio Speciale della Giuria, Premio Internaz. Gijon Fotogiornalismo 2006 CD, Spagna.
-Menzione speciale, Cemex New Journalism Award 2006, Cartagena, Colombia.
2005
-Rappresentare il Messico e l’America centrale come un contendente al Seminario Joop Swart Masterclass del World Press Photo 2005.
-Selezionato, 6 ° Biennale di fotogiornalismo, Centro de la Imagen, Messico.
2004
-1 ° posto, Premio Internazionale di Fotogiornalismo 2004 Città di Gijon, Spagna.
-Rappresentare il Messico e l’America centrale al il Seminario Joop Swart Masterclass del World Press Photo 2004.
-Residenza d’artista, Orléans, Francia, Galleria di Immagini du Pole – Lumen Collectif.
Menzione d’Onore-, National Cultural Journalism Award “Fernando Benitez” 2004.
2003
-Selezionato, 5 ° Biennale di fotogiornalismo, Centro de la Imagen, Messico.
2002
-Menzione d’onore, Nikon Photo Contest International 2002-03

TERRENA, sarà visitabile gratuitamente dal 4 ottobre al 10 novembre 2013 presso WE MADE FOR LOVE, in via Lodi 25 dal martedì al sabato dalle 16.30 alle 20.00 e su prenotazione in altri giorni e orari.

Dall’8 al 10 novembre una parte della mostra sarà a The Others, in via Paolo Borsellino 3, Torino

 

WE MADE FOR LOVE

Associazione Culturale – Torino Via Lodi 25

Daniela Boni +39 338 3493125  Dario Vestidello  +39 389 9888081

wemadeforlove@gmail.com

www.wemadeforlove.com

https://www.facebook.com/MadeAssociazioneCulturale

 

                   

 

 

 

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3 thoughts on “TERRENA _ Josè Luis Cuevas

  1. Reblogueó esto en Los Amigos de Cervantesy comentado:
    L’Associazione culturale Made prosegue la sua programmazione con una mostra inedita curata da Daniela Boni , dell’astro nascente della fotografia latinoamericana il messicano José Luis Cuevas, identificato da parecchi critici con il “nuovo documentalismo” ovvero quel tipo di reportage che rompe con i convenzionalismi e fa della fotografia una questione estetica ed espressiva inserendosi a pieno titolo nelle pratiche artistiche contemporanee.

    In mostra confluisco due progetti di Cuevas: Nueva Era e La apestosa, ognuno dei quali contribuisce ad illustrare la ricerca del fotografo che attraverso le sue immagini narra, con un frequente ricorso alla poesia, le debolezze dell’essere umano, senza ombra di giudizio etico o morale, ma anzi immedesimandosi spesso nei personaggi ritratti, quasi che una parte di sé fosse davanti e non dietro all’obiettivo.

    Nel ciclo la Nueva era Cuevas ha ritratto in giro per il Messico e l’America Latina ciò che egli stesso definisce la “pseudospiratualità”, ovvero le stranezze e le fusioni religiose che hanno sostituito il cattolicesimo imperante sino a qualche anno fa nel quale evidentemente la popolazione locale non si ritrova più. Via libera dunque a sette, nuove divinità, stregonerie, rituali, totemismo, profezie, ufologia e via discorrendo. Il lavoro di Cuevas, la cui attenzione alle immagini sacre e alla devozione risale all’infanzia e all’essere cresciuto con una nonna ferventemente cattolica, è fondamentalmente il tentativo – peraltro ben riuscito! – di catalogare le diverse manifestazioni alla ricerca della “salvezza”. Le paure sono quelle di sempre, ancestrali, rese ancora più terribili dal fatto che oggigiorno siamo troppo “istruiti e documentati” per credere a dogmi tramandati da secoli. Ciò che funzionava per l’umanità centinaia di anni fa non basta più all’uomo contemporaneo. Le domande sono le stesse, ma noi siamo alla ricerca di risposte sempre nuove per alleviare l’horror vacui. La rara bellezza dei ritratti è enfatizzata da un uso sapiente della luce che rende i colori estremamente vividi e palpitanti, in contrasto con l’oscurità dalla quale sembrano provenire i soggetti.

    Così come nel progetto fotografico La Apestosa (la puzzolente) in cui Cuevas ha ritratto l’utenza di un bar particolarmente malfamato di Città del Messico, avventori che si dividono in due categorie: prostitute e alcolizzati. Ancora una volta l’occhio del fotografo non giudica e non censura, anzi; egli stesso racconta delle serate passate nel locale, che definisce addirittura un piccolo santuario di fedelissimi all’alcol e al sesso, ad ubriacarsi e incontrare i personaggi che ritrae nelle sue potenti immagini in bianco e nero. La venerazione di alcol e sesso, così come la fiducia nello sciamanesimo, nella stregoneria le profezie e mille altre varie e avariate credenze; l’umanità ritratta da José Luis Cuevas svela in queste immagini la propria debolezza.

    TERRENA, sarà visitabile gratuitamente dal 3 ottobre al 10 novembre 2013 presso WE MADE FOR LOVE, in viaLodi 25 E Torino dal martedì al sabato dalle 16.30 alle 20.00 e su prenotazione in altri giorni e orari.

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